Torna l’attesa edizione 2023 del festival “Forlì Open Music” tra Istituto Masini e Area Sismica

Torna l’attesissimo festival Forlì Open Music, che si svolgerà dal 3 al 5 novembre in matinée all’Istituto Musicale Masini e in serata ad Area Sismica. La lista degli ospiti annovera Fabrizio Ottaviucci (in una conversazione-concerto su György Ligeti), Paolo Ravaglia con Federico Sanguineti, Edoardo Marraffa, il Kammermusik Trio, il duo Gleam (Ceccarelli/Trovalusci), Cadaver Mike, CKE Chigiana Keyboards Ensemble, il Walter Prati 4tet, Ciro Longobardi e il trio Lopez / Laubrock / Rainey.

Venerdì 3 novembre – Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì – Ingresso gratuito

Ore 10.30 – Fabrizio Ottaviucci (conversazione-concerto su Ligeti e il suo percorso)

Fabrizio Ottaviucci si è brillantemente diplomato in Pianoforte presso il Conservatorio di Pesaro, sotto la guida di Paola Mariotti; ha inoltre studiato Composizione con Fausto Razzi e Musica Elettronica con Walter Branchi. Ha tenuto centinaia di concerti nelle maggiori città italiane e tedesche, tournée in Spagna, Austria, Svizzera, Inghilterra, Polonia, Messico, Stati Uniti, Canada, India, Corea del Sud; di particolare rilievo la sua attività nella musica contemporanea: ha collaborato con prestigiosi partner quali Rohan De Saram, Stefano Scodanibbio, Mike Svoboda, Francesco Dillon, Daniele Roccato, Markus Stockhausen e molti altri protagonisti della nuova musica.

Ore 11.30 – Paolo Ravaglia, Federico Sanguineti (Federico Sanguineti – voce, Paolo Ravaglia – clarinetti, strumenti speciali, paddofoni. Testi di Dante Alighieri, Federico ed Edoardo Sanguineti)

L’intelletto possibile è nozione già sognata da Aristotele e da Dante: a lui illuminata da Sigieri secondo il gran commento averroistico. È una chiave politica per Dante che prefigura pace universale in un mondo pacifico nel quale più non esiste proprietà privata. È l’intelletto di tutte e di tutti come un sapere condiviso in Internet. Paolo Ravaglia, eclettico polistrumentista, è docente di clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Nome trasversale agli ambiti musicali classici, contemporanei, jazz ed elettronici. È clarinetto principale della PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble-Roma) e membro co-fondatore di Alter Ego, storico e visionario gruppo che, a livello europeo e prima di molti altri, ha indicato la via per un nuovo modo di intendere e interpretare la musica del XXI secolo. Innovatore e sperimentatore di originali e non di rado inusitate tecniche esecutive, ha al suo attivo un bel po’ di concerti, registrazioni, incisioni, collaborazioni, sparse su tutto il pianeta. Di solito preferisce suonare solo la musica che gli piace e possibilmente in compagnia di persone simpatiche e competenti. Non è facile ma si diverte solo così.

Federico Piermaria Sanguineti, ricercatore di Letteratura italiana dal 1985 al 2003, in seguito associato di Linguistica italiana, dal 2012 al 2023 è stato ordinario di Filologia dantesca. Ha curato, fra l’altro, ‘Dantis Alagherii Comedia’ nel 2001 e ‘Inferno. Edizione critica alla luce del più antico codice di sicura fiorentinità (Laurenziano Pluteo XL 12)’ nel 2020. Fra le pubblicazioni più recenti: ‘Le parolacce di Dante Alighieri’, introduzione di Moni Ovadia (2021), ‘Paradiso con Dante e con Beatrice’, insieme a Sara Alzetta e Moni Ovadia e con Haim Fabrizio Cipriani (2021), ‘Per una nuova storia letteraria. Nuova edizione aggiornata e arricchita’ (2022).

Sabato 4 novembre – Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì – Ingresso gratuito

Ore 11.00 – Conduction studenti con Edoardo Marraffa

Il pubblico di Area Sismica conosce bene il funambolico sassofonista Edoardo Marraffa, che da più di vent’anni lavora sul suono del suo strumento esplorando i confini del potenziale espressivo. Ciò gli ha permesso di sviluppare sul sax una voce unica, che mantiene un legame molto forte con la tradizione, nonostante il carattere fortemente sperimentale delle sue esplorazioni. Da sempre Marraffa dedica poi la sua attenzione all’improvvisazione/composizione collettiva e alla trasformazione del suono del sassofono, che diventa talvolta polifonico e insieme fonte di cambiamenti timbrici continui. È attivo dagli anni ’90 con gruppi tra i più significativi della scena italiana come il Collettivo Bassesfere e lo Specchio Ensemble; mentre tra i suoi progetti più recenti possiamo ricordare Mrafi, Small Talk, Eco D’Alberi, Casino Di Terra Vakki Plakkula, Crash Trio, Marraffa/Braida/Zerang. Nel corso degli ultimi anni ha collaborato con musicisti di livello mondiale, quali Tristan Honsinger, William Parker, Hamid Drake, John Edwards, Olaf Rupp, Han Bennink, Clayton Thomas, Wayne Horvitz, Wadada Leo Smith.

Area Sismica, ore 21.00 – Kammermusik Trio (Giancarlo Schiaffini – trombone, Errico De Fabriitis – sassofoni, Luca Trilli – violoncello)

Nonostante il nome, il Kammermusik Trio non è proprio un trio di musica da camera. Si muovono in ambito definibile come jazz, ma sicuramente il loro non è un jazz convenzionale, anzi qui si sta parlando di tre musicisti totalmente liberi di improvvisare. Formato da un organico non convenzionale, con tre strumenti melodici, sax, trombone e violoncello. Una formazione dal sapore cameristico che si basa sull’improvvisazione di un dialogo continuo senza ruoli prefissati. La funzione di leader passa senza soluzione di continuità tra i tre solisti. Il bagaglio di conoscenza dei musicisti è estremamente vario e va dal jazz alla musica popolare, classica e contemporanea. Sfruttando le diverse esperienze e citando temi di provenienza varia in un continuo gioco improvvisativo di rimandi, si creano situazioni impreviste e coinvolgenti, generando forme musicali sempre diverse. Ma Schiaffini, De Fabritiis e Tilli li si conosce bene anche al di fuori di Kammermusik. Giancarlo Schiaffini, a lungo collaboratore del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza e instancabile trombonista attivo in mille progetti, nonché autore di testi fondamentali sul ruolo dell’improvvisazione nella musica moderna, lo abbiamo visto tante volte ad Area Sismica, in svariate formazioni. Errico De Fabritiis è attivo nei Roots Magic, quartetto formato anche da Alberto Popolla ai clarinetti, Gianfranco Tedeschi al contrabbasso e Fabrizio Spera alla batteria. Luca Tilli, violoncellista che si muove tra musica contemporanea, free jazz e improvvisazione, nonché compositore per spettacoli di danza e teatrali, lo ricordiamo al fianco del trombone di Sebi Tramontana e, di recente, nell’European Galactic Orchestra di Gabriele Mitelli. In ambito del tutto diverso è apparso in “Mirror Emperor”, album degli Zu93, collaborazione fra gli Zu e David Tibet dei Current 93.

Ore 21.30 – Gleam (Luigi Ceccarelli / Gianni Trovalusci

Gleam nasce dall’incontro di due artisti attenti al suono e alle sue infinite mutazioni. In inglese ha il significato di bagliore, illuminazione. Questa significazione è alla base del concetto stesso di ricerca, capace di indicare una direzione ben precisa nel panorama della musica di ricerca multiculturale che oggi vuole riunire le culture musicali in un unico contesto globale. Superando il dualismo che finora ha considerato la composizione dell’opera musicale e la sua esecuzione come momenti separati, distinguendo nettamente la funzione del compositore e dell’esecutore, Ceccarelli e Trovalusci hanno elaborato un percorso di ricerca, composizione ed esecuzione da compiere insieme senza distinzione di ruoli creativi, mettendo in sinergia le loro esperienze di musicisti: flautista e interprete l’uno, compositore ed elettroacustico l’altro lavorano insieme alla realizzazione del brano musicale, ognuno con la sue competenze ma con reciproca interazione. Gleamama accendere! Il pubblico viene quindi chiamato non solo all’ascolto, ma alla condivisione di uno spazio sonoro – che da interno diviene esterno in tempo reale, e sviluppa trame cangianti, ora dense ora sottili – e alla partecipazione “incantata” a un rito sonoro e gestuale senza tempo.

Ore 22 – Cadaver Mike

Cadaver Mike sono un “non-jazz/noise duo di base a Napoli composto da Eks e Tricatiempo. Sino a oggi, salvo sporadiche eccezioni, non ha rilasciato musica registrata, concentrandosi esclusivamente su performance dal vivo estremamente intense, in cui muri di suono si alternano a ritmi tribali deturpati in una ricerca spasmodica di interazione e connessione tra i due componenti volta a creare incastri ritmici tra rumore e silenzio generati da un’improvvisazione radicale. Tra Italia ed Europa hanno condiviso il palco o collaborato con artisti provenienti da contesti eterogenei, quali Alvin Curran, Cadaver Eyes, Prison Religion, John Wiese, Kinlaw & Franco Franco, Ibrahim Owais, Sara Persico, 70FPS, Sec_, c_c e molti altri. Improvvisazione radicale, rumore, turntablism, elettro-acustica e violenza uditiva senza compromessi convergono in un’esperienza lisergica claustrofobica e priva di colore.

Domenica 5 novembre – Sala Sangiorgi Istituto Masini – Ingresso gratuito

Ore 11.45 – CKE Chigiana Keyboards Ensemble

I quattro pianoforti del Chigiana Keyboard Ensemble celebrano il 100° anniversario della nascita del grande compositore olandese Simeon Ten Holt con la performance del suo leggendario “Canto ostinato”. Imperdibile, dunque, questo concerto dedicato a uno dei più celebri capolavori della musica per più pianoforti. Il Chigiana Keyboard Ensemble è composto dai Maestri collaboratori al pianoforte della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana di Siena. Prenderanno parte all’esecuzione con quattro pianoforti Stefania Redaelli, Alessandra Gentile, Luigi Pecchia e Pierluigi Di Tella. “Canto ostinato”, composto nel 1976, è l’esempio per eccellenza dell’innovativo stile minimalista di Ten Holt, segnando il ritorno alla tonalità nella sua produzione. Pensato per uno o più strumenti a tastiera, il brano rappresenta il più conosciuto dei suoi lavori. È basato sulla ripetizione di un centinaio di cellule musicali, che permettono agli interpreti di scegliere un percorso autonomo e personale di esposizione degli elementi musicali, secondo una regia condivisa e un ascolto reciproco costante, che stimoli la variazione e la creatività. La musica è ipnotica ed emozionante e conduce gli ascoltatori in un viaggio attraverso paesaggi musicali in continua trasformazione. “Canto Ostinato”, di rara esecuzione in Italia, è una produzione dell’Accademia Chigiana, realizzata all’interno del Chigiana International Festival 2021.

Area Sismica, ore 18.00 – Walter Prati 4tet (Bayza Cakir – voce, Lorenzo D’Erasmo – percussioni, Guglielmo Prati – elettronica, Walter Prati – violoncello/elettronica)

Incontri tra generazioni; mondi musicali differenti si intrecciano in percorsi improvvsativi che raccolgono suoni e strumenti antichi, acustici ed elettronici. Tamburti a cornice, voce, elettronica e violoncello raccontano di esperienze apparentemente lontane che si ritrovano nell’universo dell’ascolto sonoro senza etichette o classificazioni ma accomunati dal desiderio della trasformazione e del cambiamento. Walter Prati svolge attività di ricerca musicale, da sempre orientata verso l’interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici, frutto dell’applicazione informatica al mondo musicale. Significativi gli incontri artistici con il chitarrista americano Thurston Moore (componente del gruppo Sonic Youth) e con il cantante inglese Robert Wyatt, con i quali ha realizzato progetti discografici e performance live.

Guglielmo Prati, da sempre amante della club culture e del disco in vinile, si inserisce attivamente nel panorama milanese, dove cresce da un punto di vista musicale come dj e accresce le proprie capacità organizzative stringendo rapporti all’interno dei migliori club. Un forte interesse verso l’ambito della produzione e dell’analisi musicale, lo porta a iscriversi alla facoltà di musica elettronica del conservatorio di Milano G. Verdi. In questo luogo, entra in contatto con le diverse sfaccettature della musica elettronica anche nell’ambito accademico, puntando sempre ad una rivisitazione nell’ambito del club. La turca Beyza Cakir è sempre stata interessata alla musica psichedelica-folk del suo paese degli anni 80. È anche molto curiosa di conoscere i diversi generi musicali di tutto il mondo. Definisce la sua musica come un viaggio di esperienze in diverse mentalità e la fonde con i suoni orientali dell’Anatolia. Nel 2022 è entrata a far parte del progetto Ife con la sua voce orientale e le sue ispirazioni di musica e poesia sufi.

Lorenzo D’Erasmo studia “Strumenti a Percussione” sotto la guida di Andrea Pestalozza al conservatorio “G. Verdi” di Milano e presso la Hochschule di Friburgo con Bernhard Wulff. Fin dalla giovane età si interessa alla musica del ‘900 e contemporanea, collaborando con vari ensemble come MDI ensemble, Sentieri selvaggi e Divertimento Ensemble. Dal 2017 comincia lo studio approfondito dei tamburi a cornice e affini con maestri quali Andrea Piccioni, Murat Coşkun, Elias Habib. Lo studio e l’interesse di tali strumenti lo porta ad approfondire diversi repertori e contesti tradizionali di riferimento, iniziando ad approfondire il repertorio turco/arabo, mediterraneo fino ad arrivare a uno studio profondo del repertorio e l’interpretazione della musica antica.

Ore 18.30 – Ciro Longobardi (pianoforte)

Finalista e miglior pianista presso il Concorso Gaudeamus di Rotterdam nel 1994, Kranichsteiner Musikpreis nell’ambito dei Ferienkurse di Darmstadt nello stesso anno, ha suonato come solista e camerista per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e internazionali. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per i suoi dischi, tra cui il Premio Abbiati del Disco – il più importante premio della critica italiana – assegnato alla sua registrazione integrale del Catalogue d’Oiseaux di Olivier Messiaen (Piano Classics) come migliore pubblicazione di repertorio solistico 2018-19. Nel triennio 2020-22 ha presentato l’integrale della musica per pianoforte solo di Olivier Messiaen in 5 concerti per il Festival Aperto di Reggio Emilia. Appassionato di improvvisazione, partecipa frequentemente a progetti di musica creativa sia a titolo personale sia come membro del collettivo partenopeo Dissonanzen.

Ore 19.30 – Lopez / Laubrock / Rainey (Ingrid Laubrock – sassofoni, Brandon Lopez – contrabbasso, Tom Rainey – batteria)

Nel corso di anni di collaborazione, la sassofonista Ingrid Laubrock e il batterista Tom Rainey hanno sviluppato un rapporto e una connessione profondi, lavorando in gruppi più ampi l’uno accanto all’altra, ma anche in un duo che è diventato una delle loro vie d’espressione più potenti. Laubrock, ancia di origine tedesca, è diventata una delle musiciste più ambiziose della scena newyorkese, alla continua ricerca di nuovi espedienti compositivi per contestualizzare ulteriormente le sue doti improvvisative, mentre Rainey – un veterano che ha lavorato con iconoclasti come Tim Berne e tradizionalisti come Kenny Werner – è quel tipo di musicista che trova la sua strada in ogni contesto, migliorando abitualmente tutto ciò di cui fa parte. Qualche anno fa, hanno iniziato a lavorare con il giovane bassista portoricano Brandon Lopez, una figura di potenza e curiosità irrequieta. L’album di debutto del trio multigenerazionale, “No Es La Playa”, del 2022, è il prodotto di un’improvvisazione libera e bloccata e il contesto più forte per il gioco fuori misura di Lopez. I musicisti operano alla pari, spingendosi l’un l’altro e tenendo sotto controllo gli eccessi. Lopez comprende il legame unico e la sensibilità artistica del suo partner, trovando la strada nei loro scambi spinosi e propulsivi con una facilità preternaturale, inserendo grovigli di suoni in rapido movimento qui, scatti esplosivi e toni sostenuti profondamente legnosi là. Ma non si lascia intimidire nemmeno da loro, affermando se stesso quando è utile e reindirizzando la musica verso nuove frontiere.

Info: www.areasismica.it. Ingresso per le serate ad Area Sismica: euro 20, euro 30 se ci si abbona alle due serate. Area Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.