La necessità del dialogo

Non ha suscitato molto clamore la notizia che a Palermo, proprio a Palermo, una parte di persone che vivono vicino ad un oratorio, ha ottenuto un risarcimento di 45mila euro per il disturbo arrecato dal rumore dei ragazzi che giocano. La parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù, a cui si fa riferimento, ha proposto una sottoscrizione per recuperare la cifra. Ci sarebbe da fermarsi qui. Ciò che stupisce è che in quella città, nota a livello mondiale per altre e ben più gravi piaghe, alcuni cittadini intervengano contro quel rumore. Nel film “Johnny Stecchino” di Roberto Benigni, un cittadino affermava che c’era in città un gravissimo problema, “il traffico” (delle auto, non altro …). Anche in questo caso c‘è del ridicolo, se non fosse tragico. Proteggere i giovani dalla strada è costato la vita a qualche prete in quelle zone. Alla fine, ai preti di quella parrocchia è andata bene. Lo scandalo viene dalla sentenza in base a leggi che vietano schiamazzi in certe ore del giorno. Si può capire come il rumore di quei ragazzi, nelle calde ore estive del giorno, possa disturbare il sonno di alcuni trafelati benpensanti. I ragazzi potrebbero andare per strada ed essere, così, facile preda di sfaccendati membri dell’“onorata società”. La cultura diffusa è così individualista da non poter capire dove stia il bene comune, l’antitesi dell’interesse generale. Il bene è un dato che apre al prossimo, l’interesse è la sublimazione dell’egoismo individuale. Negli ultimi giorni, nei fatti di Torino c’è stata una lotta senza scopo e senza prospettive e, per questo, ancora più disperata. Le analisi politiche, che si sono sviluppate dalle diverse parti, sembravano avere il solo scopo di aumentare il proprio malloppo elettorale. Mancano visioni politiche, tutto si svolge nell’ottica dello scontro e del presente. Tornano in mente le parole profetiche di papa Francesco sul primato dei processi (il tempo) sul presente (lo spazio). Sulla terza guerra mondiale a pezzi c’erano indicazioni nel suo magistero che cercavano di disarmarla. Suggeriva, infatti, di sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di un nuovo processo. Oggi, invece, si tende all’uniformità attorno agli interessi finanziari e politici di chi è più forte. L’intenzione è di soggiogare gli altri prevalendo con le armi o i capitali finanziari. La pluralità che apre all’idea del dialogo fra diverse realtà, concetti e progetti può essere compresa in un’idea di poliedro in cui le differenze sono accolte. È questa l’idea nella quale il sonno pomeridiano dei cittadini di Palermo, accogliendo le necessarie mediazioni e dialoghi, può convivere con il gioco dei ragazzi nell’oratorio.

Franco Appi