Omissioni di soccorso

La grande famiglia Singh, di origine indiana, ha lasciato parecchi morti in Italia nel 1944 sulla “linea gotica”. Erano soldati, arruolati nelle armate britanniche che liberarono il nostro Paese dal nazifascismo. Per onorarli e portare un fiore basta recarsi al cimitero del Commonwealth in via Ravegnana a Forlì, dove un monumento dell’Unione religiosa italiana Sikh, ricorda il loro sacrificio. In ordine di tempo, l’ultimo dei Singh caduto in Italia è stato Satnam: vittima di “omicidio doloso per omissione di doveroso soccorso”. Invece di ricevere la gratitudine per il suo lavoro e anche per l’eroismo dimostrato dai suoi avi, in Italia ha trovato la morte. Per non avere problemi, il suo datore di lavoro, non pago di sfruttarlo sui campi, ha ritenuto che fosse meglio non chiamare un’ambulanza.
Quanto accaduto è un segno “dell’errata convinzione dell’uomo moderno di essere il solo autore di sé stesso, della sua vita e della società” (Caritas in veritate 34). Il peccato del quale si sta macchiando la nostra società è l’indifferenza; è una grave omissione delle ragioni e della vita degli altri, che non siamo più capaci di riconoscere come persone titolari di diritti umani e civili a prescindere dal loro stato giuridico. La legge Bossi-Fini sull’immigrazione definisce irregolari gli stranieri senza permesso di soggiorno.
Questo non significa che non siano titolari di diritti, sebbene senza cittadinanza italiana; ci sono diritti inerenti la stessa natura umana. Il mercato del lavoro, specialmente in agricoltura, edilizia e servizi, si dimostra molto più capace di includere di quanto non lo siano le istituzioni statali e locali, anche se spesso nell’illegalità. Infatti, recluta chiunque possa prestare manodopera a basso costo, approfittando proprio della condizione di irregolarità. Dalle organizzazioni sindacali e dalla società civile, impegnate nell’integrazione e nella solidarietà, viene la richiesta di cambiare leggi superate dai fatti, aumentare i controlli e rendere più efficiente il sistema dell’accoglienza. Un sistema che, se ulteriormente privato di risorse e delegittimato, finirà per non adempiere alle proprie funzioni, costringendo alla clandestinità un numero crescente di stranieri già presenti nel nostro Paese. In tutte le regioni della penisola sale il fabbisogno di maestranze e dalla cronaca risulta evidente la necessità di maggiore sicurezza, legalità e giustizia per i lavoratori, specialmente gli ultimi arrivati. Non rispondere a questi reali bisogni appare come l’ennesima “omissione di soccorso”.

Raoul Mosconi