Pugile ribelle, tra realtà e fantasia
Nel nuovo libro di Maurizio Gioiello il racconto della vita di un boxer forlivese tra le due guerre
Appassionato di storia locale, Maurizio Gioiello è autore di numerose pubblicazioni.
Insegnante, giornalista, scrittore e storico, ha recentemente presentato il romanzo “Il pugile ribelle” (edizioni Tempo al Libro, Faenza 2026), la storia di un ragazzo che praticava con impegno la boxe a Forlì, come documentato nelle carte d’archivio, nel periodo tra le due guerre mondiali.
Un libro interessante per i lettori forlivesi, in quanto offre uno spaccato della società romagnola e, insieme, delle vicende politiche nazionali, a partire dai primi del Novecento all’avvento del fascismo fino alla guerra di Spagna nel 1936-37.
L’autore è partito da una storia vera, rielaborata e interpretata con riferimenti alla realtà piena di personaggi realmente esistiti, i quali immagina in qualche modo possano aver incrociato il destino del protagonista. In questo libro gli eventi che legano Alvaro Ravaioli (cognome di fantasia) e la sua famiglia sono segnati dagli ideali politici e dai personaggi che incarnano tali ideali, condizionandone la vita. Sullo sfondo di un’Italia divisa tra fascismo e antifascismo, lui, impetuoso e determinato, comunista, pugile per passione, per seguire un ideale di libertà nel 1930 sceglie, a 19 anni, di lasciare l’Italia assieme all’amata Luce e di andare in Francia, a Parigi, dove già erano esuli alcuni antifascisti forlivesi e cesenati e dove vivevano esponenti politici di spicco, come i fratelli Rosselli, Filippo Turati, Sandro Pertini, figure che Gioiello descrive immaginando fugaci contatti con i romagnoli.
Il romanzo si chiude con la scelta di Alvaro di combattere per la libertà della Spagna, con la generosità e la stessa tenacia del pugile che, pur colpito, non si arrende ma ostinatamente si rialza e continua a lottare.
“Gli avvenimenti sportivi e i loro protagonisti – spiega Gioiello – mi hanno sempre interessato. Per caso, studiando le vicende di 100 anni di sport forlivese, mi sono imbattuto nella figura reale di Alvaro, pugile di talento, ostile al regime, partito nel 1930 per la Francia. Così ho costruito una narrazione in cui si legano fantasia e verità, modalità che ho scelto anche per gli altri miei recenti romanzi. Ho deciso di servirmi della dimensione dello studio e della scrittura per informare ed educare soprattutto i giovani, consapevole che la conoscenza è la base su cui si costruisce un impegno futuro. In questa prospettiva – prosegue – conduco visite guidate specialmente sui luoghi della Forlì ebraica, oltre un centinaio dal 2025 ad oggi, con le classi delle scuole per conto dell’Istituto Storico della Resistenza, itinerari che destano molto interesse nei ragazzi”.
Paola Mettica
