Oncologia globale: missione in Tanzania

Irst, Ior e Centro medico Bugando insieme per preparare il congresso internazionale “Global Cancer Control”

La lotta contro il cancro passa sempre più dalla collaborazione internazionale.

È con questo obiettivo che si rafforza la storica partnership tra l’Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori (Irst-Irccs), l’Istituto Oncologico Romagnolo (Ior) e il Bugando Medical Centre di Mwanza, in Tanzania, uno dei principali ospedali dell’Africa orientale. Un rapporto costruito in oltre vent’anni di attività condivise: una delegazione composta da Lucio Crinò, Carla Masini e Patrizia Serra ha raggiunto Mwanza ad inizio luglio per definire il programma scientifico e gli aspetti organizzativi della terza edizione del congresso internazionale “Global Cancer Control in the 21st Century: a multidisciplinary approach”, in calendario il 28 e 29 settembre.

L’appuntamento riunirà specialisti italiani e tanzanesi per confrontarsi sull’organizzazione dei servizi oncologici, sulle più recenti strategie terapeutiche e sull’importanza dell’approccio multidisciplinare nella presa in carico dei pazienti. L’edizione 2026 avrà un significato particolare anche per la partecipazione di una delegazione dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), guidata dal presidente Massimo Di Maio. All’apertura dei lavori è prevista anche la partecipazione dell’Ambasciatore d’Italia in Tanzania, Giuseppe Seán Coppola.

La collaborazione guarda al futuro della formazione: tra gli obiettivi figura, infatti, anche il rafforzamento dei rapporti tra le università italiane e la Catholic University of Health and Allied Sciences (Cuhas), con programmi di scambio dedicati agli oncologi in formazione e il sostegno alla nascita della scuola di specializzazione in oncologia presso l’ateneo di Bugando.

Durante la missione, è stata inoltre inaugurata una nuova piattaforma di immunoistochimica donata dallo Ior al laboratorio di Anatomia Patologica del Bugando Medical Centre. Il sistema, dotato di un immunocoloratore di ultima generazione, rappresenta un importante avanzamento tecnologico: consentirà una caratterizzazione più accurata delle neoplasie solide ed ematologiche, favorendo diagnosi più precise e l’individuazione di terapie sempre più mirate e personalizzate.