Ferragosto sotto lo sguardo della Madonna
Per la festa dell’Assunta celebrazioni e pellegrinaggi ai santuari di Sulo e di Fornò
Festa solenne il giorno di Ferragosto, dedicato alla Madonna Assunta, nei santuari di Sulo e di Fornò.

A Sulo da una piccola ceramica la devozione a Maria da 408 anni
Le celebrazioni per la festa, organizzata dal parroco, don Saverio Licari e da don Paolo Giuliani, cancelliere vescovile e originario di Filetto, si apriranno venerdì 14 agosto, alle 19, con la messa celebrata da mons. Mario Toso, vescovo emerito di Faenza-Modigliana e animata dal coro “Laudate Dominum” di Faenza.
Sabato 15 sante messe alle 5,15, 6, celebrata da mons. Paolo Pezzi, arcivescovo emerito di Mosca, alle 7, alle 8, celebrata da mons. Michele Morandi, nuovo vescovo di Faenza-Modigliana, alle 9 celebrata da mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, alle 10, 11, celebrata da don Enrico Casadei, vicario generale di Forlì-Bertinoro e 18.
Durante le messe si svolgeranno i pellegrinaggi delle parrocchie limitrofe: alle 6 parteciperanno i fedeli di San Pancrazio, Chiesuola e del movimento di Cl, alle 7 le parrocchie di San Rocco di Ravenna e di Longana, alle 8 San Pietro in Trento, Coccolia e Roncalceci, alle 9 San Pietro in Vincoli, alle 10 Russi e Pezzolo.
Alle 17 recita del rosario, vespri e adorazione eucaristica. In occasione della festa vengono organizzate dal 10 al 15 agosto serate conviviali con stand gastronomico e animazioni (programma completo in www.farechiesainsieme.it).
Nel santuario in località Filetto di Ravenna la devozione mariana iniziò 408 anni fa, nel 1618, in seguito ai miracoli avvenuti dopo l’acquisto della immagine in ceramica della Madonna, tuttora venerata sull’altare maggiore del santuario.
Fornò riapre temporaneamente per la festa dopo i lavori di restauro

L’antico santuario di Fornò dedicato alla Beata Vergine di Grazia e Misericordia, è unico per la forma circolare, per la sua origine, legata alla misteriosa figura dell’eremita albanese Pietro Bianco da Durazzo, per la sua storia e per le opere d’arte che conserva. La festa di quest’anno sarà con un programma più ristretto in quanto il santuario viene riaperto proprio per l’occasione e sarà poi nuovamente chiuso per la continuazione dei lavori di restauro: venerdì 14 alle 19 apertura del santuario e recita del rosario, sabato 15 alle 11 santa messa presieduta dal vescovo mons. Livio Corazza e concelebrata dal parroco, don Mauro Ballestra. Al termine aperitivo conviviale.
Domenica 16 alle 11 messa di ringraziamento celebrata da don Ballestra.
Intanto si sono conclusi i complessi interventi di restauro e consolidamento strutturale del santuario. Al termine dei lavori si è tenuto un sopralluogo, con la presenza del vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, il vicario generale don Enrico Casadei, il vicario episcopale don Antonino Nicotra, il rettore del santuario, don Mauro Ballestra e il vice presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Gianfranco Brunelli.
I lavori che avevano come obiettivo prioritario di ridurre la vulnerabilità sismica della chiesa hanno riguardato il consolidamento delle fondazioni tramite pali, il rinforzo delle murature con cerchiature metalliche e la realizzazione di un sistema idraulico per preservare l’edificio dall’umidità.
“La delegazione ha potuto constatare la qualità delle opere eseguite – afferma Claudio Giannelli, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto e responsabile del progetto – sono stati rispettati i tempi operativi e gli interventi si sono conclusi entro le scadenze tassative fissate dal Pnrr che ha coperto i costi per 740.000 euro, con la restante parte sostenuta da fondi privati”.
L’aula centrale del santuario è stata liberata dell’altare e delle panche ed è stata rifatta interamente la pavimentazione con superficie in cotto: “Essa restituisce un senso di sobria eleganza e armonia visiva, integrandosi perfettamente con l’impianto storico – continua Giannelli – e costituisce un primo fondamentale passo per garantire la piena funzionalità liturgica, la sicurezza dei fedeli e per dare rilievo al patrimonio artistico custodito nel santuario, a partire dal celebre bassorilievo marmoreo della SS.Trinità con Pietro Bianco in adorazione, capolavoro attribuito ad Agostino di Duccio risalente alla seconda metà del XV secolo”.
Dopo la festa il santuario sarà nuovamente chiuso per permettere gli ulteriori interventi dello spazio liturgico, la sistemazione esterna e l’adeguamento impiantistico. Conclude Giannelli: “In prospettiva, si auspica anche il restauro delle superfici pittoriche delle pareti interne interne e del portico di ingresso, per restituire all’intera comunità diocesana uno dei luoghi più identitari e preziosi della sua storia e della sua fede”.
