“Chi si prende cura dei nostri anziani sta invecchiando e sta sparendo”
Lo studio di Cisl Romagna su dati Inps: in dieci anni perse 2.457 badanti nelle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena
Mentre cresce il numero degli anziani che necessitano di assistenza, diminuiscono le persone disponibili a prendersene cura. Entro il 2036 potrebbero scendere sotto quota 11mila e oltre il 60% avrà più di 60 anni. E quelle che restano sono sempre più anziane. È quanto emerge da una elaborazione dell’Osservatorio Cisl Romagna su dati Inps, che analizza l’andamento delle badanti regolarmente occupate nelle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena dal 2016 al 2025 e ne stima l’evoluzione fino al 2036.
I numeri descrivono una trasformazione profonda del principale pilastro dell’assistenza familiare italiana. Nel 2016 le badanti presenti nelle tre province romagnole erano 17.147. Nel 2025 sono scese a 14.690. In dieci anni il territorio ha perso 2.457 lavoratrici, pari a una riduzione del 14,3%. La contrazione più marcata si registra a Ravenna, dove le badanti passano da 6.110 a 4.950 (-19%). Segue Forlì-Cesena, con un calo del 14,9%, mentre Rimini limita la perdita all’8,3%.
Ma il dato più preoccupante riguarda l’età delle lavoratrici. Nel 2016 quasi una badante su due aveva meno di 50 anni. Oggi questa componente si è drasticamente ridotta. Nelle tre province romagnole le assistenti familiari under 50 sono passate da 7.648 a 4.110 unità: una diminuzione del 46,3%. In pratica, in dieci anni è scomparsa quasi una badante giovane su due. A Ravenna il calo raggiunge il 51,6%; a Forlì-Cesena il 44%; a Rimini il 41,8%. Parallelamente cresce il numero delle lavoratrici più anziane. Le over 60 sono aumentate del 70% nell’insieme della Romagna, passando da 3.279 a 5.578 unità.
A Rimini l’incremento raggiunge il 76,9%, a Forlì-Cesena il 68,4%, a Ravenna il 64,4%. Oggi nel Riminese oltre quattro badanti su dieci hanno più di 60 anni. Per la prima volta gli over 60 hanno superato numericamente la fascia tra i 51 e i 60 anni. “Questi dati raccontano una trasformazione che va ben oltre il mercato del lavoro”, afferma il Segretario Generale della Cisl Romagna Francesco Marinelli. “Parlano della capacità futura delle nostre comunità di rispondere ai bisogni di cura di una popolazione che invecchia. Se questa tendenza non verrà invertita, il problema non riguarderà soltanto il mercato del lavoro di cura, ma la tenuta stessa delle famiglie. È necessario intervenire con urgenza – conclude Marinelli – rafforzando il lavoro di cura e sostenendo concretamente le famiglie, perché senza un sistema di assistenza domiciliare solido e accessibile il rischio è quello di scaricare sulle famiglie e sul sistema sanitario locale un peso sempre più insostenibile”.
