Un’altra difesa è possibile

La proposta di legge di iniziativa popolare per un Dipartimento di difesa nonviolenta

Il Centro Pace di Forlì informa sulla proposta di legge di iniziativa popolare per istituire il Dipartimento per la difesa non armata e nonviolenta, i Corpi Civili di Pace ed un Istituto di ricerca su pace e disarmo. “Oltre ad essere uno degli obiettivi politici della Marcia della Pace della Romagna che si svolgerà il prossimo 4 ottobre – scrive Raffaele Barbiero del Centro Pace Forlì – questa proposta contrasta il processo di riarmo e di militarizzazione della nostra Europa che cammina velocemente, a discapito di tutto ciò che è sociale, volontariato e ambiente”.
L’iniziativa popolare mira all’istituzione e alle modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta.
“Un’altra difesa è possibile” ha l’obiettivo, infatti, di individuare un ruolo istituzionale per una forma di difesa non legata alle Forze Armate né allo strumento militare.
Se il percorso di legge di iniziativa popolare arriverà a compimento, verrà data concretezza a ciò che i Costituenti intendevano come ripudio della guerra, in quanto si assolverebbe all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.
“Bisogna firmare – prosegue Barbiero – perché la guerra non porta conseguenze solo in trincea, ma colpisce duramente anche i civili, lacerando intere comunità, interrompendo i servizi essenziali e aumentando le disuguaglianze. In caso di conflitto, infatti, i fondi normalmente destinati all’assistenza, alla disabilità, alla riduzione delle disuguaglianze in tutti gli ambiti e alle associazioni che si occupano di sociale, gioventù, anzianità e sussidiarietà vengono inevitabilmente ridotti o dirottati altrove”.
Firmare questa petizione significa quindi dare una possibilità concreta alla costruzione di un sistema di difesa civile, capace di evitare le conseguenze negative della guerra sulla cittadinanza e sullo stato sociale.
Come disse Alex Zanotelli, “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non ci può essere pace vera senza giustizia sociale, e non ci sarà giustizia sociale finché continueremo a spendere in armi quello che dovrebbe andare agli affamati”.
E, come disse Wangari Maathai, “Molte guerre si combattono per le risorse naturali, che stanno diventando sempre più scarse. Se noi proteggiamo l’ambiente, piantiamo i semi della pace”.