8Xmille, smentire i luoghi comuni

Una delle difficoltà per chi propone la firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica nelle nostre comunità è di smentire i luoghi comuni, fare chiarezza e verità sui pregiudizi e menzogne che circolano su questa responsabilità che abbiamo come credenti e cittadini.

Una ricerca rivela infatti che il 45% degli italiani – e, dato ancor più sorprendente, il 51% dei cattolici praticanti – è convinto, per esempio, che sia il Vaticano a occuparsi del sostentamento dei sacerdoti. Inoltre, circa il 20% degli italiani ritiene, in modo errato, che firmare per l’8xmille significhi pagare una tassa in più. Ed altro ancora: i sacerdoti prendono uno stipendio da dirigenti, l’8xmille non è trasparente, non aiuta la carità e così via.

Per questo motivo il Servizio nazionale ha potenziato un nuovo sito (https://luoghicomuni.8xmille.it) che raccoglie e organizza tutto il materiale digital e social realizzato lo scorso anno per smontare, uno dopo l’altro, questi luoghi comuni (rilevati dalla ricerca). Dalla homepage si accede a 8 pagine dedicate, ognuna focalizzata su un pregiudizio specifico, con contenuti esclusivi realizzati insieme a content creator e testate giornalistiche di rilievo. Spetta poi a chi ha a cuore la verità informarsi e sfatare tanti pregiudizi che rallentano e a volte impediscono l’esercizio di un gesto semplice, come quello della firma dell’8xmille alla Chiesa cattolica, necessaria al funzionamento delle attività di culto, carità, preservazione del patrimonio artistico e sostegno ai sacerdoti.

In questa pagina presentiamo alcuni di questi luoghi comuni e la verità sui fatti perché #nonècomecredi.

Sauro Bandi

Incaricato diocesano per il Sovvenire