Dallo Spirito Santo il coraggio della missione

Il Vescovo ha presieduto la veglia di Pentecoste con il mandato missionario ai giovani

Foto Frasca

“Gesù pur consapevole di possibili conflittualità e martirio invia. Il Signore continua a chiamare e a inviare. E come se ci dicesse: sapendo che non avrete vita facile, così come non è stato facile per me: io vi mando, come pecore in mezzo ai lupi, ma non sarete soli: io sono con voi”. Con queste parole il vescovo mons. Livio Corazza ha iniziato la sua riflessione al termine della veglia di Pentecoste che si è svolta il 23 maggio nella Cattedrale di Forlì. “Ma non basta essere consapevoli della mitezza delle pecore a fronte dell’aggressività dei lupi – ha continuato il Vescovo – Gesù desidera che i Suoi sappiano reagire con stile, abbandonando comunque la logica della pura contrapposizione che si riveste da lupo per vincere i lupi”. Occorre la semplicità delle colombe e la prudenza dei serpenti: “I semplici, secondo il Vangelo, sono coloro che, senza complicare le cose, sanno andare all’essenziale, cogliendo al volo il cuore profondo degli eventi, anche i più dolorosi. E qui allora entra gioco anche la prudenza del serpente. Il serpente non attacca. Chi non è prudente reagisce di pancia; chi è prudente diffida della prima cosa che gli passa per la testa, confondendo ciò che sente con ciò che è giusto fare”.
Poi mons. Corazza ha preso spunto dal personaggio di don Abbondio dei Promessi Sposi: “Il coraggio anche se non lo abbiamo per natura, ci giunge per grazia. Il coraggio arriva per la fede e oggi più che mai abbiamo bisogno di uomini coraggiosi.
Oggi abbiamo celebrato la Giornata della Legalità in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone e della sua scorta, ricordando anche il sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta. Ricordo che la sorella di Falcone, Maria, in una lettera al cardinale Pappalardo si augurava che nella Chiesa cattolica ci fosse qualche don Abbondio in meno e qualche fra’ Cristoforo in più. È l’augurio che ci facciamo per ciascuno di noi. Da allora la Chiesa ne ha fatta di strada. Piangiamo alcuni martiri: don Pino Puglisi, Don Diana. Il magistrato Beato Livatino… E tanti altri. Chi annuncia il Vangelo, cerca di vivere le virtù del Vangelo che abbiamo ascoltato: di essere miti, ma non timidi, di essere forti ma non violenti, coraggiosi ma non prepotenti. Odiare il male, il peccato, ma non il peccatore”.
La veglia è iniziata con l’ingresso in Cattedrale del cero pasquale accompagnato dai celebranti, dai ministranti e dal gruppo di danza sacra. In presbiterio sono stati accesi 7 ceri, simbolo dei sette doni dello Spirito Santo ed è stata proclamata la Parola di Dio. Suor Chiara Cavazza, Francescana dell’Immacolata, direttrice dell’Ufficio per la vita consacrata della diocesi di Bologna, ha presentato lo stile missionario di San Francesco. Un gruppo di giovani, gli scout del Clan Fo8 della parrocchia di San Paolo che la prossima estate partiranno per un periodo per la Tanzania e alcuni giovani di Predappio che andranno a Bucarest in Romania.

Giovanni Amati