Il lavoro che costruisce comunità
Concluso a Villagrappa il ciclo d’incontri Acli, con un confronto su dignità, politica e futuro

Il quarto e ultimo incontro del ciclo il “Lavoro che cambia” si è svolto lo scorso 30 aprile nella sala Acli di Villagrappa. Tema della serata: “Il lavoro lievito della comunità: la sfida etica e sociale dei cristiani”. Dopo i saluti di Samanta Mambelli del circolo Acli di Villagrappa, sollecitati dalle domande del presidente dell’Azione Cattolica di Forlì-Bertinoro Fabrizio Ponti si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti di Agesci, CavaRei e della Pastorale del Lavoro, con le riflessioni conclusive di mons. Livio Corazza.
Come può essere lievito, oggi, un credente nel mondo del lavoro? Perché si parla di “sfida”? “Penso che oggi il lavoro – ha esordito Sofia Rapeli dell’Agesci Zona Forlì – soprattutto dai giovani non sempre viene vissuto come una scelta, ma come una necessità. Cercano di formarsi costantemente per realizzare i propri sogni e ambizioni”. Secondo Sofia la generazione di giovani a cui lei appartiene si impegna in molteplici attività, come è nella logica dello scoutismo.
Partendo dal nome “Leone” scelto da Papa Prevost, Cesare Visotti della Pastorale Sociale e del Lavoro, fa riferimento all’autore dell’enciclica “Rerum Novarum”, promulgata nel 1891, e si chiede quale siano le “cose nuove” a cui fare attenzione oggi, a oltre 130 anni dal pilastro fondamentale dell’insegnamento sociale della Chiesa.
Se si è attenti alla realtà – che, come ha detto papa Francesco, “supera l’idea” – oggi una “cosa nuova” è sicuramente l’intelligenza artificiale. Per il ragazzo che va in bicicletta a raccogliere frutta nei campi, una cosa necessaria, e forse anche nuova, è un lavoro più dignitoso e una pista ciclabile. “È necessario – ha sottolineato Visotti – che la politica sia attenta ai bisogni delle persone, se ne renda conto e agisca di conseguenza”. Insomma, si sarà lievito per la società se anche i cristiani opteranno per una politica attenta alla realtà. “Forse è arrivato il momento – ha concluso – di guardare, con occhi nuovi anche all’impegno politico”.
Maurizia Squarzi, presidente di CavaRei, presenta questa impresa sociale nata dalla fusione di due realtà storiche, “Il Cammino” e “Tangram”, su un’area messa a disposizione dal Comune in località Cava. Si occupa di 160 persone con fragilità: tre comunità residenziali con 45 ospiti senza famiglie di riferimento o con difficoltà e oltre 100 dipendenti, di cui 45 giovani assunti negli ultimi anni. “L’impegno per la fragilità – ha affermato – non può essere un compito circoscritto al mondo del terzo settore, ma deve toccare tutta la comunità: istituzioni, imprese e cittadini”.
“Nelle testimonianze che mi hanno preceduto mi pare di cogliere – ha concluso il vescovo mons. Livio Corazza – passione e speranza, oltre al tentativo di coniugare famiglia, lavoro e impegno nelle associazioni e nella società”.
Luciano Ravaioli
