La Casa della Comunità prende forma

In una sala San Luigi gremita il 22 aprile è stato presentato il progetto della Casa della Comunità nell’ex area Orsi Mangelli.

L’appuntamento ha segnato il momento di condivisione finale del lavoro svolto con la cittadinanza per definire l’identità e i servizi della futura struttura, che sorgerà a Forlì grazie ai fondi Pnrr. A delineare gli obiettivi strategici di tutto il percorso è stato Francesco Sintoni, direttore sanitario
dell’Ospedale Morgagni e Pierantoni e del Distretto di Forlì.

L’incontro al San Luigi ha fatto il tutto esaurito. Se l’aspettava?
Sinceramente – risponde Sintoni – più che un’aspettativa, era una speranza. Vedere una sala così piena ci dice che il cittadino non cerca solo “cure”, ma cerca un punto di riferimento. La comunità forlivese ha compreso il cambio di paradigma: la Casa della Comunità non è un semplice poliambulatorio, ma un bene comune. Questo entusiasmo ci carica di responsabilità, perché conferma che la strada della partecipazione, intrapresa fin dalla progettazione, è quella giusta.

Quali servizi ospiterà?
La struttura è concepita come un vero ecosistema di salute. Al piano terra batte il cuore dell’accoglienza: un nuovo punto sperimentale dove il personale Ausl e il volontariato operano in sinergia. Qui, il design è al servizio del cittadino: il desk inclusivo è stato studiato per abbattere le barriere fisiche, garantendo massima accessibilità anche alle persone con disabilità.

Come funzionerà?
Il Pua, Punto Unico di Accesso, avrà il compito di decodificare i bisogni socio-sanitari, facilitando una presa in carico integrata tra i servizi Ausl e quelli dei servizi sociali. Accanto a servizi essenziali – come punto prelievi, assistenza primaria, specialistica, farmacia e Cup – risiede la vera anima dell’innovazione, la co-progettazione. Grazie a sale dedicate e a una sala polivalente con accesso autonomo, gli enti del Terzo Settore non saranno ospiti, ma attori protagonisti. Insieme ai nostri professionisti, le associazioni gestiranno attività di prevenzione e supporto sociale: è qui che l’integrazione tra sanitario e sociale diventa, finalmente, realtà.

Una parola d’ordine della sanità del futuro è “prossimità”. Sarà il punto di forza della struttura?
Assolutamente sì. Prossimità significa ridurre le distanze, non solo chilometriche ma anche relazionali. Collocare la Casa della Comunità nell’area Orsi Mangelli ha un valore simbolico e pratico enorme: restituiamo ai cittadini uno spazio storico, rendendolo il fulcro del benessere urbano. L’ambizione di questo progetto è di provare a offrire risposte integrate in un unico luogo, dalla gestione della cronicità al supporto sociale.

A quando l’apertura?
Siamo in una fase cruciale del cantiere. Al momento, prevediamo di aprire nella seconda parte dell’estate 2026. Come ogni grande progetto di innovazione, non si tratterà di un’accensione improvvisa, ma di un progressivo implementamento dei servizi, che si svilupperà nel corso di tutto l’anno. Questo ci permetterà di testare i modelli organizzativi e di affinare l’integrazione con il Terzo Settore, garantendo ai cittadini una piena operatività e qualità delle prestazioni. (r.m.)