Oltre la cronaca, il messaggio

A Rocca delle Caminate don Franco Appi richiama il Vangelo e prende posizione dopo il caso Forza Nuova

Il Vangelo di domenica 26 aprile parla di pecore che seguono il loro pastore, quello che entra dalla porta principale, non il ladro o il brigante che si insinua di soppiatto. Dall’altare della chiesetta di Rocca delle Caminate gremita don Franco Appi richiama l’attenzione su responsabilità e capacità di discernimento. “Il Vangelo ci invita a stare all’erta – dice – a non farci indottrinare, a distinguere chi entra dalla porta da chi, invece, si intrufola passando da altre parti”. Un messaggio che si allarga alla vita civile: “Con questo atteggiamento condiviso, anche la democrazia arriva di conseguenza”.
È la sua seconda “uscita pubblica” in due giorni, dopo la dichiarazione rilasciata il 25 aprile a seguito del convegno di Forza Nuova coordinato da Roberto Fiore, tenuto negli spazi privati del circolo Acli adiacente alla parrocchia. “Ho saputo di questa invasione a Rocca delle Caminate, di cui sono parroco dal 1974 – ha tuonato Appi in un’intervista che ha fatto il giro dei media – nella tarda mattinata dalla Questura di Forlì, alla quale ho comunicato che il terreno occupato dai militanti di Forza Nuova è di proprietà della parrocchia e che non era stata concessa alcuna autorizzazione per il ritrovo. Ho rilasciato una dichiarazione scritta alla Questura – ha proseguito – che poco dopo mi ha informato che il gruppo stava lasciando il terreno per entrare dentro al Circolo Acli”. Luogo in cui il convegno si è poi svolto, con comizio sul tema “La fine dell’antifascismo”, dopo che la Prefettura aveva negato l’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa nell’ex Caproni di Predappio, dichiarata inagibile.
“Una sottovalutazione grave e inconsapevole della situazione”, scrivono i vertici delle Acli provinciali domenica 26. “Le Acli – si legge nella nota – sono una rete di associazioni che si ispira a valori cristiani, democratici e antifascisti. Il fascismo è stato il primo responsabile della catastrofe storica che l’Italia ha subito. La nostra Costituzione ne vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma. Ciò che è avvenuto dimostra quanto ancora oggi sia necessario parlare di antifascismo”.
“In accordo con la Diocesi e con la direzione delle Acli provinciali – annuncia intanto don Appi – prenderemo provvedimenti adeguati”. Pieno appoggio a questa posizione è arrivato dal vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza. “Prendiamo le distanze da quanto avvenuto al Circolo Acli di Rocca delle Caminate – ha subito sottolineato mons. Corazza – che, come tale, non è autorizzato ad ospitare nessun tipo di convegno di stampo partitico”.
Oltre alla cronaca di questo 25 Aprile 2026 resta il messaggio: oggi come ieri il Vangelo chiede vigilanza, responsabilità e coraggio nel distinguere, per costruire comunità più consapevoli e libere.

Roberta Brunazzi