Indulgenza plenaria nell’anno pellegriniano
Si può ottenere in una chiesa o in un santuario affidati all’Ordine dei Servi di Maria
In occasione del terzo centenario della canonizzazione di San Pellegrino l’ordine dei Servi di Maria ha indetto un anno giubilare che si aprirà l’1 maggio 2026 e si chiuderà il 4 maggio 2027 e ha fatto richiesta alla Sansa Sede di la possibilità di di poter concedere l’indulgenza plenaria. Fra Sergio Ziliani, priore generale dei Servi di Maria, comunica che la Penitenzieria Apostolica ha risposto positivamente alla richiesta dando così la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni, anche in suffragio delle anime del
Purgatorio, visitando devotamente – in forma di pellegrinaggio – una chiesa o un
santuario affidati alla cura dell’ Ordine dei Servi di Maria nel mondo e, in tale occasione, partecipando a una celebrazione giubilare oppure sostando per un congruo tempo in adorazione eucaristica e meditazione, concludendo con il Padre nostro, il Credo e devote invocazioni alla Beata Vergine Maria e a San Pellegrino. Gli anziani, i malati e quanti siano impediti a partecipare fisicamente (così come coloro che li assistono), possano ugualmente fruire del dono dell’Indulgenza plenaria, unendosi spiritualmente alle celebrazioni giubilari, recitando le preghiere prescritte e offrendo al Signore le sofferenze e le fatiche della propria condizione, con l’intenzione di adempiere le consuete condizioni appena possibile”.
Continua il priore generale: “Affinché l’anno giubilare non si esaurisca solamente nel lucrare l’indulgenza, desidero ricordare a ciascuno che fare memoria di San Pellegrino Laziosi, particolarmente in questo anno, deve sollecitare un rinnovamento spirituale, incrementare la vita di grazia e sostenere un cammino di conformazione a Cristo. San Pellegrino viene invocato da tutti noi particolarmente per la malattia del cancro, ma sappiamo che il cammino di San Pellegrino è stato segnato, prima ancora che dal miracolo, da una trasformazione interiore, da una presa di coscienza e dalla consapevolezza che la violenza, manifestata o repressa, non porta che altra violenza.
Pertanto l’invito che la persona di San Pellegrino ci propone ha diverse prospettive: conoscenza di sé per raggiungere una pace del cuore, divenendo così operatori di pace,
pacificati e pacificanti, fratelli e sorelle coraggiosi nel riconoscere il proprio errore e saper chiedere perdono, come fece Pellegrino nei confronti di Filippo Benizi, uomini e donne intenti a vivere un rapporto profondo con il Signore nell’ascolto della Parola di Dio e nella preghiera personale e comunitaria, Anche il rapporto di San Pellegrino con la Vergine Maria assume importanza rilevante anche per il nostro percorso di conformazione a Cristo invitandoci a comprendere quelle ispirazioni mariane che come
per Pellegrino Laziosi, anche per noi, divengono oltre che espressione di una devozione, soprattutto testimonianza evangelica con uno stile mariano”.
