Digitale, verde, sociale
Al Circolo Acli Ca’ Ossi il 16 aprile il secondo incontro del ciclo “Il lavoro che cambia”
Giovedì 16 aprile, alle ore 20.45, il Circolo di Ca’ Ossi “Masotti” (via Ribolle 110, Forlì) si tiene il secondo appuntamento del ciclo “Il lavoro che cambia”, organizzato dai Circoli Acli Meldola-Rocca delle Caminate, Ca’ Ossi, Magliano e Villagrappa. Tema della serata è “Il lavoro che cambia: digitale, verde e sociale, ma anche bellico?”. Aperto da Samuele Branchetti, presidente Acli Forlì-Cesena, e Luciano Sedioli del Circolo Acli Ca’ Ossi, l’incontro vede in veste di relatori Enrico Sangiorgi (presidente di Romagna Tech), Davide Stefanelli (vicepresidente di Confindustria Romagna e presidente VEM Sistemi), Vera Tucci (CNA Forlì-Cesena e direttrice operativa T-Consulting) e, in collegamento, Gianni Alioti (collaboratore Iscos e attivista di The Weapon Watch). Tutti gli incontri vengono registrati e saranno disponibili sulla pagina Facebook del circolo Acli di San Martino in Strada.
“Negli ultimi anni – anticipa Vera Tucci, tra i relatori della serata – il lavoro non è più visto solo come un dovere o come mezzo di sostentamento: sempre più spesso è il luogo in cui si cerca senso, equilibrio, coerenza con ciò che si è. Lo vedo soprattutto nei giovani, che non accettano di sacrificare la propria serenità per una stabilità apparente”.
Una ricerca di autenticità che rappresenta un’evoluzione necessaria: “Chi entra oggi in azienda – prosegue la direttrice operativa T-Consulting – vuole partecipare, contribuire in modo riconoscibile. Un bisogno legittimo, non sempre accompagnato da quelle basi che un tempo famiglia e scuola trasmettevano con maggiore continuità. Oggi molte imprese si ritrovano, di fatto, anche a ricoprire una funzione educativa: aiutano i giovani a sviluppare autonomia, responsabilità, capacità relazionali”.
“La responsabilità – prosegue Tucci – per me è alla base della crescita personale e aziendale. Dieci anni fa ho attraversato un momento difficile, assistendo mia madre nel suo percorso oncologico. Mi sono dovuta assentare spesso e a lungo. In quella situazione, una giovane collaboratrice ha scelto spontaneamente di assumersi nuove responsabilità, con maturità e sensibilità. Ha sostenuto il gruppo e ha garantito continuità nelle attività, dimostrando quanto un’azienda sia solida quando esistono delega, fiducia e consapevolezza reciproca. Quel gesto ha definito il mio modo di guidare e far crescere una squadra. Da allora – conclude – mi accompagna una frase di Maya Angelou, ‘Le persone possono dimenticare ciò che hai detto o fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire’. È un principio che considero imprescindibile. Un ambiente di lavoro sano non è solo una questione organizzativa: è un fatto sociale”. (L.M.)
