Giovedì 19 marzo: Insieme in piazza contro le guerre
Cristiani, musulmani e non credenti insieme per la pace e per non dimenticare la popolazione di Gaza e le vittime di tutte le guerre.
Giovedì 19 marzo, a partire dalle ore 18.00 in piazza Ordelaffi, di fronte alla Prefettura di Forlì-Cesena si tiene una iniziativa pubblica di riflessione e condivisione promossa dalle comunità religiose e laiche della città.
Saranno presenti un rappresentante della Consulta Laica forlivese, il vescovo, mons. Livio Corazza, assieme ai rappresentanti di altre chiese cristiane presenti a Forlì, il presidente dell’associazione Moschea di Forlì Ballouk Mohamed e l’Imam di Forlì. Hanno aderito all’iniziativa anche diverse associazioni cittadine tra cui “Mani Rosse Antirazziste – Forlì”, che da oltre cinquanta settimane con il Sit-in in piazza Ordelaffi continua a mantenere viva l’attenzione sulla situazione drammatica della popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania e sulla necessità di fermare la guerra. All’iniziativa è stato invitato anche il Prefetto di Forlì-Cesena, dott. Rinaldo Argentieri.
Insieme per esprimere una posizione comune a favore della cessazione delle ostilità, per una ricerca di soluzioni politiche fondate sul rispetto della legalità internazionale.
Nel corso dell’iniziativa è prevista anche la rottura del digiuno del Ramadan (Iftar), occasione per ribadire l’appello alla cessazione delle ostilità a Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina e in tutti i conflitti in corso nel mondo.
Quest’anno, Ramadan e Quaresima si sovrappongono nel calendario, un tempo condiviso di preghiera, penitenza e solidarietà che rafforza la vicinanza tra le comunità cattolica e musulmana nel desiderio di pace. Uno spirito che richiama il documento sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, firmato nel 2019 da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb.
La rottura pubblica del digiuno il 19 marzo, nel giorno di San Giuseppe, vuole essere un segno concreto di dialogo e di incontro aperto a tutta la cittadinanza – di ogni provenienza, di ogni fede e non credenti – per ricordare che l’Italia ripudia la guerra e per chiedere alle istituzioni di impegnarsi nella promozione della pace, senza dimenticare le popolazioni di Gaza, della Palestina e gli oppressi di tutti i conflitti.
