I sindaci di Forlì e di Ravenna il 4 marzo hanno aperto il ciclo “Creare ponti”
Riscoprire la politica, insieme
A Predappio un ponte tra generazioni
La politica può ancora essere uno spazio di incontro e non di scontro?

La serata di mercoledì 4 marzo, nella chiesa di Sant’Antoni a Predappio, ha provato a rispondere a questa domanda. L’incontro, promosso dalla commissione cultura del Vicariato del Rabbi nell’ambito del progetto “Creare ponti”, ha aperto un ciclo di tre appuntamenti dedicati al dialogo tra istituzioni, giovani e comunità. A guidare la riflessione sono stati due amministratori di primo piano della Romagna: i sindaci di Ravenna e di Forlì, Alessandro Barattoni e Gian Luca Zattini. A moderare il dibattito è stato il giornalista Mario Proli, che con professionalità e ritmo ha saputo alternare domande, momenti di confronto e interventi del pubblico, favorendo un clima di ascolto autentico.
Carlo Spagnoli ha introdotto la serata, spiegando il senso del progetto. “Sempre più spesso – ha osservato – al confronto si preferisce lo scontro. Si crea una sorta di match che nulla ha a che vedere con il dialogo”.
Dopo il saluto del sindaco di Predappio, Roberto Canali, i due ospiti hanno tracciato una breve “carta d’identità” personale. Barattoni, 43 anni, laureato in Scienze politiche e sindaco di Ravenna da meno di un anno, ha raccontato un percorso iniziato con la rappresentanza studentesca e proseguito con esperienze amministrative locali. Zattini, medico dentista, 70 anni, oggi al secondo mandato come sindaco di Forlì dopo essere stato per dieci anni primo cittadino di Meldola, ha ricordato anche le difficoltà affrontate durante la pandemia.
Le domande poste dai giovani di Azione Cattolica e scout hanno dato subito il tono della serata. “Non avevo programmato di diventare sindaco”, ha confessato Barattoni con ironia, “ma ho accettato la sfida del servizio alla comunità”. Zattini ha sottolineato invece l’importanza del lavoro di squadra: “Un sindaco non deve voler controllare tutto. Servono fiducia nei collaboratori e onestà intellettuale”.
Sul significato della politica, entrambi hanno richiamato il servizio alla comunità. “Politica deriva da polis, città”, ha ricordato Barattoni. “Significa prendersi cura della propria comunità”. Per questo, il sindaco di Ravenna incontra ogni settimana classi di studenti delle scuole superiori: “La politica deve andare dai giovani se vuole essere ascoltata”.
Zattini ha ribadito che la politica è essenziale per la vita democratica: “Prima di chiedere cosa fa la politica per te, chiediti cosa tu puoi fare per la politica”. Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
Non sono mancati temi più critici: il clima di scontro della politica nazionale, il peso dei social, la difficoltà di accettare critiche. “Il consenso totale non esiste”, ha osservato Zattini, “e i social spesso amplificano superficialità e finzione”. Molto sentito anche il confronto sui giovani: “Non è vero che non hanno valori”, ha detto Barattoni. “Il problema è il mondo incerto che hanno davanti: lavoro, casa, prospettive”. Zattini ha invitato a coltivare intraprendenza e spirito d’iniziativa. Tra le domande del pubblico, una ha colpito per semplicità e profondità: “Oggi è difficile essere felici: voi lo siete?”. Zattini, senza esitazioni, ha risposto affermativamente; Barattoni, con maggiore prudenza, ha precisato: “Con moderazione, perché non sempre riesco a fare tutto ciò che vorrei per la mia comunità”.
Il messaggio finale è stato condiviso. Ai giovani, Barattoni ha chiesto curiosità, apertura mentale e passione per il bene comune. Zattini, da parte sua, ha parlato di sogni e relazioni. La serata si è conclusa con un lungo applauso e con l’impressione di aver acceso qualcosa di importante. Se la politica vuole davvero ritrovare credibilità, incontri come questo indicano una strada: ascoltare i giovani, offrire spazi di dialogo e costruire, insieme, ponti tra generazioni e territori. Il percorso è appena iniziato.
La Commissione cultura del Vicariato del Rabbi
