Un ponte solidale tra Romagna e Senegal

Scuole, cooperative e imprenditoria femminile al centro della missione Cisl, guidata da Francesco Marinelli

Una delegazione della Cisl Romagna, guidata dal Segretario generale Francesco Marinelli, lo scorso gennaio ha svolto una missione in Senegal tra lavoro, formazione e cooperazione.

Segretario Marinelli, esiste un legame storico fra la Cisl Romagna e il Senegal…
Nasce oltre dieci anni fa, nei percorsi di cooperazione internazionale promossi con Anolf e Iscos Emilia-Romagna. Fin dall’inizio l’obiettivo è stato costruire relazioni stabili con le comunità locali, fondate su condivisione e crescita reciproca.

Quando è nato?
Dal 2013 sono stati avviati progetti educativi a Ndioum Ngainth, con la realizzazione di aule scolastiche, una sala polivalente e la consegna di materiale didattico. Parallelamente, è stato sostenuto lo sviluppo dell’agricoltura locale, attraverso il supporto a cooperative rurali, la promozione di coltivazioni sostenibili e il rafforzamento dell’organizzazione del lavoro nei villaggi. Si sono aggiunti poi interventi per la formazione professionale, l’imprenditoria femminile e la promozione di competenze nei settori agricolo, artigianale e della pesca. Un percorso che ha trasformato un progetto solidale in una vera collaborazione tra territori.

Qual è stato il significato della missione di gennaio?
Ha rappresentato un momento di verifica e rilancio delle attività. La delegazione ha incontrato sindacati senegalesi, amministratori locali, cooperative agricole, associazioni di donne, giovani in formazione e realtà produttive. A Dakar, infine, abbiamo incontrato sua eminenza Mame Mor Mbacke, capo religioso, ambasciatore della pace e nipote del fondatore del Muridismo. L’obiettivo è stato quello di rafforzare il dialogo sociale, condividere buone pratiche e definire nuove linee operative.
Centrale il tema della formazione tecnica e professionale, strumento chiave per creare lavoro stabile e qualificato. Si è parlato di sviluppo agricolo sostenibile, microimprenditorialità e occupazione dignitosa, nella convinzione che offrire opportunità concrete nei territori di origine significhi favorire uno sviluppo equilibrato.

Quali progetti ritiene più significativi?
Oltre agli interventi scolastici a Ndioum Ngainth, rilevanti sono i progetti nella regione di Kaffrine, dove sono state sostenute cooperative locali con formazione tecnica, strumenti e percorsi di organizzazione produttiva. Importante anche il sostegno a gruppi di donne impegnate nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, favorendo autonomia economica. Sono stati promossi incontri con associazioni di pescatori e collaborazioni con centri di formazione. Il filo conduttore è stato investire su persone e competenze, rendendo le comunità protagoniste del proprio sviluppo.

Quali sono gli obiettivi futuri?
Vogliamo consolidare i progetti rafforzando formazione professionale, sviluppo agricolo sostenibile e imprenditoria locale. Puntiamo su percorsi per i giovani, sull’occupazione femminile e sul confronto tra sindacati sui diritti del lavoro. L’obiettivo è una cooperazione stabile, capace di integrare sviluppo economico e crescita sociale, con il lavoro come strumento di dignità e inclusione.
Raoul Mosconi