Vivere bene facendo rete

Tavolo permanente tra Diocesi, Comune e associazioni, per offrire risposte rapide e concrete ai bisogni di adolescenti e famiglie

Una “Bussola operativa” per dare risposte rapide e non superficiali a genitori, insegnanti, educatori, a supporto di famiglie e istituzioni alle prese con il disagio giovanile.

Da oltre un anno Diocesi e Comune sono impegnati a tenere insieme la fitta rete di istituzioni, servizi e opportunità presenti sul territorio per i giovani e gli adolescenti, nel tentativo di dare risposte tempestive ed efficaci a situazioni di difficoltà. “In questa opera di sintesi e confronto – ha detto mons. Livio Corazza, nell’incontro con la stampa tenuto in Vescovado il 1° dicembre ssorso – ho cercato di svolgere il ruolo di ‘pontifex’, quello cioè di costruttore di ponti tra le tante realtà che a Forlì sono impegnate nel sostegno di questa particolare fascia d’età”. Dalla volontà di favorire il confronto e costruire legami è nato un Tavolo permanente di lavoro, che si riunisce con frequenza costante per fare il punto sui bisogni individuati e le possibili risposte. Coordinato da Gabriella Pivi, nuova presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Forlì, il Tavolo vede affiancare il Vescovo anche dalle assessore comunali Paola Casara ed Angelica Sansavini, rispettivamente con deleghe alle Politiche giovanili e al Welfare di comunità. “Un appuntamento fisso – sottolinea Casara – nato per mettere in rete tutto ciò che c’è sul territorio. Che è tantissimo: ad ogni incontro il numero dei partecipanti aumenta, in rappresentanza di gruppi e associazioni in continuo sviluppo”. Una realtà in movimento che va di pari passo con i veloci cambiamenti in atto, anche nella comunità locale. “Riscontriamo – prosegue l’assessore Casara – un veloce cambiamento delle famiglie, con nuove fragilità e problematiche. Ciò richiede un’attenzione attentamente calibrata da parte nostra, per dare risposte rapide ma non superficiali”. Per poter comunicare al meglio i percorsi esistenti per famiglie, bambini e ragazzi in città, è necessaria una mappatura generale: “Stiamo lavorando a mappe semplici – spiega l’assessore Sansavini – per accorciare le distanze tra famiglie e servizi. Fanno parte del gruppo persone dalla grande umanità, a partire dai rappresentanti del mondo della sanità e delle forze dell’ordine; figure importanti, che aiutano noi amministratori a non sentirci soli”. L’obiettivo del Tavolo è ora quello di definire i nodi centrali del percorso di aiuto e accompagnamento, individuando punti di accesso semplici a cui ogni famiglia potrà fare riferimento, attraverso una guida operativa da comunicare a tutto il territorio. Con la consapevolezza che la rete sarà sempre più efficace quanto più sarà ampia e diversificata, aperta a quartieri, enti, associazioni e gruppi in rappresentanza di religioni ed etnie diverse, nell’ottica di quell’associazionismo vivo e ramificato che da sempre caratterizza il comprensorio romagnolo. “Un lavoro che va al di là delle differenze politiche – conclude l’assessore al Welfare – perché l’aiuto alle persone non ha colore. Lavorare insieme rende tutti più forti”.
Roberta Brunazzi