Pieve Acquedotto: gli studenti del Msac tra memoria e futuro

Convivenza di cinque giorni per i giovani di Azione Cattolica, per riscoprire il valore della comunità

Dal 23 al 27 novembre si è svolta nella struttura della parrocchia di Pieve Acquedotto una nuova convivenza del Movimento Studenti di Azione Cattolica (Msac).Titolo di questa esperienza “una convivenza memorabile”, dopo quella di marzo dedicata al tema del sogno. La buona riuscita della precedente edizione e l’accoglienza ricevuta hanno spinto i ragazzi a riproporre il progetto sempre nello stesso luogo. L’iniziativa ha coinvolto ventidue partecipanti delle scuole superiori ed è stata pensata ed organizzata da un’équipe di sei studenti, tra cui le due segretarie del circolo Annamaria Scapicchio e Valeria Frasca, con l’aiuto di alcuni adulti e il supporto di don Andrea Carubia (responsabile della struttura) e don Antonino Nicotra (assistente spirituale del Movimento). La convivenza si è articolata in cinque giorni di studio, vita comunitaria e attività su un tema cardine, la memoria. Gli msacchini (ovvero i partecipanti al Movimento) hanno sviscerato l’argomento grazie a domande di riflessione, dibattiti sulla scuola di ieri e di oggi, una veglia sul tema della guerra e una serata conclusiva dedicata a riflessioni personali. La quotidianità si è svolta in modo semplice e condiviso: pranzando a seconda degli orari scolastici, con cene comunitarie, turni di riordino e la possibilità per ciascuno di continuare le proprie attività sportive o musicali senza interferire con le altre proposte. Non sono mancati momenti di convivialità, che hanno rafforzato il senso di gruppo ed appartenenza. Al centro dell’esperienza è emerso lo stile del Msac, movimento studentesco che invita tutti i giovani senza alcun tipo di discriminazione ideologica, politica o culturale e anche a quelli lontani da un cammino di fede strutturato, a vivere la scuola con partecipazione e consapevolezza. La convivenza ha rappresentato un’occasione per riflettere su tematiche spesso trascurate nel contesto scolastico ma di grande importanza. La conclusione, tra testimonianze personali e riflessioni comuni, ha lasciato nei partecipanti la stessa convinzione che guida il movimento: “I care”, ovvero “mi sta a cuore”. Con questo motto di don Milani ogni studente può essere parte di un cambiamento reale, concreto e partecipato.