Il dialogo che unisce: vent’anni del Museo Interreligioso di Bertinoro

Nel ricordo di Leonardo Melandri, mons. Erio Castellucci invita a riscoprire il valore del confronto come via di pace

Il Museo Interreligioso di Bertinoro compie 20 anni a chiama a Bertinoro mons. Castellucci – “don Erio” per i forlivesi – per parlare di “Un museo vivo per un dialogo vivo”.Il Museo Interreligioso di Bertinoro, unica realtà espositiva in Italia dedicata al tema del dialogo e del confronto tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam, compie 20 anni.
L’omonima Fondazione che lo gestisce ha invitato il 10 novembre l’arcivescovo di Modena-Nonantola, vescovo di Carpi e vicepresidente della Cei, a festeggiare il compleanno di questo gioiello culturale da due decenni sul Balcone della Romagna, “Un museo vivo per un dialogo vivo”.
Nella chiesa di San Silvestro, accolto dal sindaco di Bertinoro Filippo Scogli, mons. Erio Castellucci ha ricordato le origini del Museo ideato dal senatore Leonardo Melandri, “che accompagnò la sua creatura fino alla morte, avvenuta cinque giorni prima dell’inaugurazione, il 10 giugno 2005”. Il vicepresidente Cei, anche lui tra i fondatori del museo, è andato subito sull’attualità di questa istituzione culturale.
“La strada del dialogo interreligioso – ha detto don Erio – deve essere percorsa nell’approfondire ognuno la propria identità di fede, senza mai metterla fra parentesi. Il dialogo tra le fedi non deve avere come unico obiettivo le conclusioni, ma anche e soprattutto il cammino comune”.
“La paura del dialogo – ha detto mons. Castellucci – porta ai fondamentalismi, mentre chi è sicuro della propria fede non ha paura del dialogo e cerca il confronto. Di questo dialogo interreligioso, aperto dal Concilio negli anni ’60, c’è grande bisogno oggi fra ebrei, cristiani e islamici, in questa epoca dominata e dilaniata dalle guerre”.
Don Erio ha poi precisato: “In questi 20 anni il Museo Interreligioso è stato non solo un laboratorio di dialogo e confronto, ma anche di pace, con esponenti nazionali e internazionali delle tre fedi monoteiste, come il rabbino capo di Ferrara, Luciano Caro, e il docente alla Cattolica Paolo Branca”.
Ispirato dal senatore Leonardo Melandri, uno dei principali artefici del trasferimento in Romagna dell’università di Bologna, il Museo nacque nel 2005, pensato e progettato fra gli anni ‘80 e ’90, nel clima del dialogo interreligioso rilanciato da Giovanni Paolo II. “Su questa strada, intrapresa 20 anni fa – ha concluso il vicepresidente della Cei – il compito del Museo Interreligioso è quello di rilanciare il metodo del coniugare dialogo e identità tra fedi a livello nazionale e internazionale”.
L’incontro è stato aperto dal vicario generale della Diocesi, mons. Enrico Casadei Garofani, portando i saluti del vescovo Livio Corazza, assente per impegni istituzionali, e dal neopresidente della Fondazione che guida il Museo, Umberto Pasqui. “Il museo – ha detto Pasqui – continua a rappresentare un prezioso esempio di convivenza e di scambio tra fedi. L’offerta didattica – ha concluso – ha registrato una crescita significativa, con un aumento pari al doppio delle scuole coinvolte e una presenza sempre più rilevante di studenti tra i visitatori”.

Quinto Cappelli

Il Museo Interreligioso di Bertinoro è suddiviso in tre sezioni, ed è visitabile nei fine settimana dalle ore 15.00 alle 19.00 (altri orari su prenotazione, tel. 0543.423499; mail: info@museointerreligioso.it). È gestito dall’omonima Fondazione composta da Diocesi, Comune di Bertinoro e Ceub, retta da un consiglio di sette membri.