La statua di Trùcolo prende vita: arte, tecnologia e artigianato per il nuovo film di Andrea Petrini

Ottobre segna l’inizio delle riprese di “Continuavano a chiamarlo Trùcolo”, il nuovo film diretto da Andrea Petrini e prodotto dall’associazione Di scena in scena aps, con Lorenzo Agostinelli nel ruolo del protagonista e Giampiero Pizzol nel ruolo di Trùcolo. In attesa del primo ciak, un aneddoto di pre-produzione racconta già bene la passione, la cura e la magia che stanno dando forma a questo progetto. Il protagonista è l’artista faentino Federico Zanzi, vincitore del 57° Premio internazionale di pittura Marina di Ravenna e autore di numerose esposizioni in Italia e all’estero, che ha realizzato una bozza in creta di 60 centimetri raffigurante Trùcolo. Perché proprio una statua? Perché nel film la scultura avrà un ruolo fondamentale come elemento scenico e simbolico della storia.

Dalla piccola creta al grande cinema: grazie alla collaborazione con WASP Hub Mantova, la bozza di Zanzi è stata scannerizzata in 3D e trasformata in una statua di plastica alta due metri e mezzo. Un lavoro di tecnologia avanzata che non si è però fermato alla macchina: a rendere la scultura un vero e proprio oggetto scenico ci hanno pensato Bianca e Maria Mengozzi, che con un lavoro minuzioso di rivestimento e rifinitura l’hanno resa credibile e imponente, pronta per il set. Un’idea nata dalla mano di un artista, sviluppata dalla tecnologia e completata dalla cura artigianale: così la statua di Trùcolo è diventata realtà. È questo intreccio di creatività, innovazione e dedizione che dà il senso più autentico al fare cinema. Continuavano a chiamarlo Trùcolo verrà girato tra Forlì e Cervia, con il patrocinio dei Comuni interessati. Una commedia surreale per famiglie, capace di unire leggerezza, ironia e sentimento, ma anche di valorizzare il territorio romagnolo come protagonista delle sue atmosfere.