Cna chiede interventi mirati per l’artigianato artistico e tradizionale

Fondamentale sostenere l’artigianato artistico per difendere una parte importante del patrimonio culturale, della creatività e dell’identità dell’Italia e per tutelare un pezzo rilevante del sistema economico fatto di 60mila imprese e oltre 100mila dipendenti; è stato già perso più del 40% del fatturato e continua a perdere ricavi a rotta di collo. È l’appello che Cna rivolge al Governo e al Parlamento ai quali chiede interventi tempestivi per un settore altrimenti condannato al collasso. Sono destinate a perire decine di migliaia di imprese e a perdere il lavoro un numero elevatissimo di artigiani e di collaboratori altamente qualificati.

“A livello locale – afferma Davide Caprili, presidente di Cna Artistico e Tradizionale di Forlì-Cesena – le imprese di questo settore sono in difficoltà e stanno sostenendo enormi sforzi per garantire ai propri clienti una qualità nella lavorazione artigiana e del prodotto riconosciuta a livello mondiale con il marchio del Made in Italy. Ci hanno penalizzato le chiusure forzate, pur nel rispetto di protocolli legati alla sicurezza, e anche il crollo dei consumi del periodo. Ma gli artigiani sono pronti a ripartire, sempre che ci sia un supporto costituito da politiche mirate e investimenti da parte delle istituzioni, che devono preservare il tessuto imprenditoriale e l’artigiano. Si tenga inoltre presente che ogni impresa chiusa non potrà essere sostituita, per il patrimonio di conoscenza e di esperienza tramandata da generazioni”.

Cna ribadisce la necessità di riservare la massima attenzione ad una realtà che rappresenta la più alta espressione della creatività e del saper fare artigiano, dai restauratori ai ceramisti, dai maestri del vetro a quelli dei metalli preziosi, che tutto il mondo ci invidia. L’artigianato artistico, inoltre, rappresenta un volano di sviluppo su più direttrici: Made in Italy, economia circolare, cultura e formazione. Soprattutto è un elemento prezioso per le future strategie di promozione del sistema turistico italiano. In quest’ottica Cna chiede che vengano inserite misure ad hoc nel piano nazionale di ripresa e resilienza. Così come di accelerare l’iter del disegno di legge depositato in Senato che traccia una nuova rotta per l’artigianato artistico e tradizionale prima di vederlo schiacciato sotto il peso delle conseguenze socio-economiche della crisi sanitaria.

“Su questo fronte – prosegue Caprili – si esprime un apprezzamento per il disegno di legge presentato in Senato, frutto di un serrato confronto con le istituzioni e si confida che possa avere un rapido iter parlamentare per adeguare le norme sull’artigianato artistico che, oltre al profilo economico, rappresenta un presidio di socialità anche per tanti borghi e aree interne del paese. Investire in questo settore significa valorizzare storia e tradizioni d’Italia, in un’ottica di trasmissione generazionale e contaminazione delle conoscenze, anche con strumenti e tecniche all’avanguardia”. Un intervento che guarda al futuro per potenziare l’ineguagliabile lavoro dei maestri artigiani. Misure peraltro necessarie a favorire i flussi turistici, nonché le interazioni con la struttura produttiva del Paese.