Azione Cattolica diocesana, spunti per ricostruire il futuro

Edoardo Russo

Qui di seguito le riflessioni di Edoardo Russo, presidente dell’Azione Cattolica di Forlì-Bertinoro, sulle priorità da affrontare in fase di ripresa.

La parola chiave per la ripresa, che deve essere riferimento per tutte le scelte e strategie per il nostro Paese e la nostra città è quella di “ripresa resiliente”. Dare priorità assoluta a tutte quelle strategie e politiche che incidono positivamente su creazione di valore economico e lavoro e, contemporaneamente, su sostenibilità ambientale, salute e ricchezza di tempo e di senso del vivere.

La prima è quella dell’economia circolare. Progettare i prodotti “dalla culla alla culla” in modo tale che al termine del loro ciclo di vita possano dar vita a nuovi prodotti invece che finire nell’indifferenziata. Contribuendo così in modo decisivo a disaccoppiare la creazione di valore economico dalla distruzione di risorse naturali.

La seconda strada è quella dello smart work. È assolutamente resiliente perché può aumentare la nostra produttività, migliora l’impatto ambientale, riduce la nostra esposizione agli shock pandemici e ci rende più ricchi di tempo favorendo la conciliazione tra vita di lavoro e vita di affetti. A regime la pubblica amministrazione potrebbe avere come obiettivo ideale fino a 3 giorni di smart work su cinque (contribuendo così a ridurre per parte propria del 60% il traffico urbano).

Lo smart work andrà accompagnato da investimenti necessari per ridurre le sue tre principali criticità: il problema del comfort della postazione di lavoro domestica (qualità della connessione, del pc e dell’abitazione), quello della ripartizione dei compiti di cura in casa (evitando il rischio di aggravamento soprattutto per le donne) e quello dei rapporti tra datore di lavoro e lavoratore per evitare da una parte sfruttamento e dall’altra scarsa produttività.

Un’altra politica resiliente è quella dello stimolo fiscale all’efficientamento energetico degli edifici (ecobonus) fornendo al contempo un formidabile stimolo al settore edilizio e contribuendo a ridurre gli oneri in bolletta per i cittadini. Prioritarie anche le scelte di mobilità sostenibile e il sostegno finanziario all’innovazione in materia di sostenibilità.

Con il paradigma dell’economia civile sosteniamo da anni che i problemi sociali ed economici in società complesse come le nostre non si possono risolvere solo con un intervento dall’alto di istituzioni illuminate e l’azione dei meccanismi di mercato. C’è bisogno invece di cittadinanza attiva (degli stili e delle scelte di vita dei cittadini da soli e in forma organizzata nelle loro rappresentanze) e di imprese responsabili.

 Dunque, senza il concorso dei cittadini e del coordinamento di tante scelte individuali responsabili non c’è via d’uscita. Il coordinamento in larghissima parte c’è stato e i risultati sono stati raggiunti. Se alla fine della pandemia mettessimo lo stesso impegno e capacità di coordinamento nel votare col portafoglio (ovvero nel premiare coi nostri consumi e risparmi le aziende leader nella capacità di coniugare creazione di valore economico con la responsabilità sociale ed ambientale) molti dei problemi che abbiamo sarebbero risolti.

Edoardo Russo

Presidente Azione Cattolica della Diocesi di Forlì-Bertinoro