Spaghetti bolognese: Coldiretti “Sono solo la punta dell’iceberg”

“Il Sindaco Merola ha ragione quando condanna gli spaghetti bolognesi spacciati nel mondo come piatto tipico del capoluogo, ma è solo la punta dell’iceberg”. Commenta così Coldiretti Emila Romagna la crociata che il primo cittadino di Bologna sta combattendo sui social da qualche settimana, chiedendo aiuto anche ai cittadini, che sono stati invitati a postare foto di altri scempi culinari in giro per il mondo.

E i famigerati e fantomatici spaghetti alla bolognese sono solo un esempio di come fuori dall’Italia la tradizione gastronomica della nostra regione venga sistematicamente brutalizzata con l’obiettivo di vendere prodotti falsi, spacciati per italiani. Per rimanere in ambito bolognese, come non citare la “Mortadela siciliana” prodotta in Spagna e l’infinità di varianti del parmesan, che vanno dal “Parmesan savercchio” statunitense, al “Parmesao” brasiliano, passando per il “Queso estilo parmesano”, di provenienza uruguayana. E all’indomani di un 2018 che nell’ultimo trimestre ha fatto registrare il record assoluto di esportazioni agroalimentari dell’Emilia Romagna nel mondo, con oltre 6,5 miliardi euro di prodotti (fra i quali spiccano il Parmigiano Reggiano e l’Aceto balsamico di Modena Igp, con 897 milioni di euro di export), insieme al valore di cibo e vino a denominazione d’origine – commenta Coldiretti Emilia Romagna – sale anche il valore del falso made in Italy agroalimentare nel mondo che con un aumento record del 70% negli ultimi dieci anni ha raggiunto i 100 milioni. 12 dei quali derivano dalla contraffazione di prodotti dell’Emilia Romagna.