Il potere che ha cambiato il mondo

Il 25 novembre 2021 sono state riconosciute “le virtù eroiche” del servo di Dio don Tonino Bello. È il primo passo affinché il vescovo pugliese, scomparso nel 1993, possa salire agli onori degli altari. Chi ha potuto conoscerlo o ha letto i suoi scritti, sapeva già che si trattava di un santo. Promotore della pace, apostolo della non violenza, è sempre stato attento a non camminare da solo sulla strada tracciata da Gesù. L’accoglienza dei poveri, degli emarginati e l’opera pastorale erano alla base della sua missione. L’idea che gli uomini potessero convincere altri uomini a fare tacere le armi e riaprire il dialogo guidò la marcia dei 500 a Sarajevo, nel 1992, che l’allora presidente di Pax Christi promosse insieme ai movimenti pacifisti, associazioni ed enti locali. Da Forlì alcuni parteciparono in rappresentanza di un mondo che, anche nelle nostre città, aveva trovato nel vescovo di Molfetta una guida.
Fu in quella iniziativa che don Tonino (nella foto) dimostrò le potenzialità dell’obiezione di coscienza attiva. Riconoscendo il valore di tutte le vite, non potendo accettare il male assoluto della guerra, ciascuno doveva muoversi per riportare la pace dall’altra parte dell’Adriatico. Se per don Milani l’obbedienza non era più una virtù, per don Tonino l’obiezione di coscienza era azione che diventava metodo e pedagogia per tutti. Un insegnamento che diede altri frutti a livello locale quando, nel dicembre del 1993, gli obiettori Caritas della Diocesi di Forlì-Bertinoro intitolarono la loro sede al Vescovo da poco scomparso.
A partire dalla conoscenza della realtà e dal discernimento si possono comprendere le cause alla base di quelle che, per l’obiettore di coscienza, sono ingiustizie inaccettabili. Riconoscere discriminazioni e sofferenza dovrebbe impegnare ciascuno a non praticarle e, contemporaneamente, all’azione per rimuoverle, affermando i diritti umani, senza cancellare le diverse posizioni in campo. Gli strumenti della non violenza sono, infatti, rispettosi dell’altro, perché il conflitto possa risolversi nel dialogo e le leggi possano esser cambiate nel dibattito democratico, non nell’eliminazione di chi la pensa diversamente.
Don Tonino insegna che bisogna assumersi il peso delle proprie scelte, che la disponibilità a pagare un prezzo per i propri ideali è parte dell’obiezione stessa, che delle nostre omissioni dobbiamo rispondere ai fratelli. I suoi auguri scomodi erano complementari all’incrollabile convinzione che si potesse ricominciare a fare del bene, indossando il “grembiule” di chi deve servire.
La virtù eroica del Vescovo nato ad Alessano, è stata quella di farsi carico ogni giorno e in ogni circostanza delle responsabilità che, non derivando dalle cariche o dallo status sociale, portiamo come esseri umani. Un impegno che non si assolve una volta per tutte, ma si deve scegliere ogni giorno.

Raoul Mosconi