Non abbassiamo la guardia

Sono un peccatore! Anche in materia di educazione stradale. Pentito ogni volta, ma questo non mi giustifica. So quello che dovrei fare, eppure non sempre lo faccio. Tutti, credo, sanno che bisogna mettere le cinture, che non bisogna guidare se si ha bevuto, che non bisogna guidare guardando il cellulare, che non bisogna superare i limiti orari, che bisogna mettere la freccia e segnalare le nostre intenzioni prima di frenare…
Certo, bisogna continuare con l’informazione sui rischi e sui pericoli e insistere sull’educazione stradale. È importante, inoltre, che aumentino e s’intensifichino i controlli (ma paradossalmente diminuiscono, purtroppo, le forze dell’ordine…).
Tutto questo, però, non significa che poi si mettano effettivamente in pratica quelle misure che paiono tanto semplici e che salvano la vita a noi
e agli altri. L’Italia si colloca, ancora, al terzo posto in Europa per numero di vittime della strada. Fra tutti gli incidenti, impressionano fortemente quelli del sabato sera. Mi ricordo vent’anni fa, quando si parlava delle “stragi del sabato sera”, quasi mille morti ogni anno, una strage di giovanissimi. Nel secondo fine settimana di luglio sono stati 18 i morti per incidenti stradali in Italia e sono stati un campanello d’allarme. Non abbassiamo la guardia. La patente a punti ci aveva aiutato a far diminuire di molto gli incidenti (e questo è avvenuto), così pure far guidare l’auto a chi non ha bevuto. Ma non bisogna arrendersi o rassegnarsi. Basta poco per perdere la vita. Soprattutto vorrei che riflettessimo, in queste settimane, sul senso del fare festa. Se per far festa e divertirci abbiamo bisogno di bere, di drogarci, di correre, di strafare, significa che non siamo capaci di fare davvero festa. Le campagne di informazione e i controlli sono utili, ma se non cambiamo la mentalità servono a ben poco. Chiediamoci: ma per far festa, dobbiamo per forza drogarci, bere, rischiare la vita?
La festa si vive in compagnia, nella semplicità del dialogo e del gioco. Del cantare (e ballare) insieme. Del divertirsi senza per questo farsi del male, fare del male e far star male qualcuno (notti insonni per i genitori…).
La festa è la gioia dell’incontro e del condividere l’amicizia. I cristiani la imparano la domenica. Si parla tanto di sviluppo sostenibile, anche le nostre feste siano sempre sostenibili. Impariamo tutti a fare festa.

Franco Appi

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