Le religioni al G7 di Bologna

A due anni dalla pubblicazione della Laudato si, a Bologna si è tenuto il summit G7 Ambiente. Nell’occasione, si sono riuniti i leader religiosi per firmare una “Carta dei Valori e delle Azioni” che è stata consegnata ai protagonisti dell’incontro. Lo scopo è quello di creare un dialogo con la politica, pur rimanendo su un piano etico motivato dalle religioni, e far crescere la sensibilità verso i problemi del clima. Dice la Carta: “Il summit del G7 di Bologna si svolge in un momento di grande pericolo e grande promessa. Con l’accordo di Parigi in pericolo, dobbiamo fare tutto il possibile per assicurarne l’efficace attuazione: a causa dei danni già sopportati dal Pianeta, siamo l’ultima generazione che può fermare questa crisi, prima che sia troppo tardi”. L’attuazione delle misure contro il cambiamento climatico creerebbe nuovi modelli di sviluppo economico e di benessere equo e sostenibile. Si chiuderebbero le miniere e si aprirebbero spazi per nuove mansioni. Le tecnologie per le fonti rinnovabili stanno crescendo. I Paesi più ricchi e industrializzati, che hanno emesso i maggiori quantitativi di anidride carbonica, devono impegnarsi per trasformare le proprie economie e aiutare i più deboli a sopravvivere al cambiamento climatico. Problemi ambientali e sociali sono interconnessi. I fenomeni climatici causano fame e flussi migratori. Bombe e fame mietono vittime nello stesso modo. La distinzione fra immigrati economici e rifugiati è un’ipocrisia. Con le nostre emissioni di Co2 abbiamo causato molte crisi di siccità e di sterilizzazione delle terre, a cui vanno aggiunte le attività di land grabbing (“accaparramento della terra”), cioè l’acquisizione su larga scala di terreni agricoli in Paesi in via di sviluppo destinati alla crescita di quelli ricchi. Dice ancora il documento: “I nostri testi sacri sono ricchi di prescrizioni sulla cura e la protezione dell’ambiente, e sulla necessità di garantire che le nostre azioni non danneggino le generazioni future; come affermano le nostre tradizioni di fede, la Terra non è una merce, ma un dono che siamo chiamati a sostenere e salvaguardare”. Nel Genesi 2 si dice che il Signore Dio pose l’uomo nel giardino perché lo custodisse. Così pure la custodia del fratello. Caino, dopo il fratricidio, risponde a Dio: “Sono forse custode di mio fratello?”. Caino non si prende carico del fratello perché è omicida, fratricida. La custodia del fratello e del giardino vanno insieme. Il dialogo e la cooperazione interreligiosa, oltre a smentire la guerra di religione, diventano forza morale per i credenti ad arginare disastri climatici e ingiustizie sociali. 


Franco Appi