Diaconato permanente, un dono che fa fiorire le Chiese particolari

Diaconi, scelti per il servizio. Un servizio che è anche assistenza materiale, ma non solo. È anche lo spezzare la Parola. “Il ministero del diaconato permanente rappresenta uno dei doni più preziosi che lo Spirito del Signore risorto abbia fatto rifiorire e fruttificare negli ultimi decenni nelle nostre Chiese particolari”. Così inizia la lettera della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, dedicata al diaconato permanente e diffusa lo scorso 22 novembre, solennità di Cristo Re dell’universo.

Nel rifarsi al Vangelo di Marco, mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini e delegato regionale per il clero e il diaconato permanente, presiedendo l’incontro romagnolo dei diaconi permanenti di domenica scorsa sul web (oltre 60 i partecipanti. Presente anche l’arcivescovo di Ravenna, mons. Ghizzoni), ha messo in evidenza che anche il diacono deve partecipare alla diaconia della parola. Nel capitolo 6, Marco racconta di Gesù che: “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”. Gesù non si preoccupa solo di moltiplicare pane e pesci, o di sollecitare i discepoli: “date voi stessi loro da mangiare”, ma offre anche informazioni e spiegazioni sul suo regno. Evangelizza. Alla stregua di Stefano, come narrato negli Atti. Questi, infatti, testimoniò Cristo a parole fino a dare la vita. L’Evangelii Gaudium di papa Francesco è strumento che ci aiuta a cogliere l’importanza dell’evangelizzazione cui tutti siamo chiamati. Anche i diaconi.

Per i diaconi la carità rimane poi modalità privilegiata di conformarsi a Cristo, ha ricordato mons. Lambiasi, sia nel servizio alla mensa del corpo di Cristo, che nel servizio alla mensa dei poveri. Dopo aver lasciato spazio a diversi interventi, mons. Lambiasi ha ricordato i diaconi che hanno pagato con la vita questo tempo di covid-19. In particolare il riminese Maurizio Bertaccini (nella foto), diacono e medico, morto a 68 anni il 14 aprile 2020. Era membro della comunità di stile dossettiano Piccola Famiglia dell’Assunta di Montetauro, che accoglie persone con disabilità gravissime e vicina alla comunità cinese.

A cura di Giulio Donati