Crisi dell’ortofrutta: giovani imprenditori agricoli a rischio

Andrea Alessandri, delegato Coldiretti Giovani Impresa di Forlì-Cesena

“La cimice asiatica non rischia di mangiarsi solo l’ortofrutta della nostra provincia, ma anche il futuro dei tanti giovani che, come il sottoscritto, hanno investito e stanno tuttora investendo in agricoltura”. Queste le parole di Andrea Alessandri, delegato provinciale di Coldiretti Giovani Impresa, il movimento che riunisce gli imprenditori agricoli under 35 della provincia di Forlì-Cesena. “In questa battaglia contro il patogeno giunto dall’Asia – afferma Alessandri – non sono ammessi altri ritardi o tentennamenti, ma servono soluzioni immediate e concrete, perché in gioco c’è il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”.

Se a livello nazionale l’Italia è al vertice in Europa per numero di giovani in agricoltura con gli under 35 che sono alla guida di 57.621 imprese (dati 2018), in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente, anche a livello provinciale emerge chiaramente come l’agricoltura sia tornata ad essere un settore strategico per la ripresa economica ed occupazionale del territorio. L’agricoltura, infatti, è insieme al manifatturiero, l’unico comparto economico che nell’ultimo anno ha mostrato vitalità e proprio grazie alla spinta dei giovani. A confermarlo non è solo l’ultimo rapporto sulla demografia delle imprese giovanili della Camera di Commercio provinciale, che mostra come le aziende agricole under 35 registrate in provincia siano cresciute al 30 giugno scorso del 2,4% (il tasso di crescita più elevato tra tutti i settori economici dato che il manifatturiero, l’altro comparto con trend positivo, si ferma all’1,4%), ma anche le domande di primo insediamento agricolo presentate e accettate dal 2015 ad oggi nell’ambito dei bandi dell’ultimo Piano di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna, che hanno consentito l’avvio di oltre 1200 imprese sul territorio regionale, 162 solo nella nostra provincia.

“Se si considera – commenta il delegato – che le aziende agricole condotte da giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% alla media, ma anche un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più, è evidente l’importanza, in termini economici, occupazionali e sociali, che assume la difesa delle produzioni e del reddito e quindi degli investimenti e sacrifici fatti dai giovani agricoltori. Se vogliamo sostenere il sogno imprenditoriale di tanti giovani che hanno scommesso su di un’agricoltura innovativa e di qualità, contro la cimice asiatica occorre fare tutto il possibile e farlo subito”.

“Quindi – conclude il rappresentante dei giovani di Coldiretti provinciale – bene il via libera alla vespa samurai, nemica naturale della cimice, ma la gravità della situazione impone che la sua introduzione in campo sia celere, che ci sia al contempo massimo supporto alla ricerca sulle strategie di lotta e contenimento del patogeno, nonché il rifinanziamento straordinario e immediato del fondo di solidarietà nazionale, con contestuale moratoria di rate di mutui o prestiti e condizione agevolate per credito di liquidità alle imprese, anche attraverso il sistema dei consorzi fidi. L’attivazione di questi e altri interventi è già stata ampiamente sollecitata da Coldiretti sia a livello regionale che provinciale e nel frattempo è stato ottenuto l’incontro con il Ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente con la successiva rivisitazione della Legge 102 di solidarietà nazionale, ma non c’è davvero più tempo da perdere”.